Agatha Christie in mostra: dall'amore per il surf al guardaroba fatto di abiti da cocktail, una nuova retrospettiva svela come il più grande colpo di scena dell'autrice crime non sia nascosto in un romanzo, ma nella sua biografia
Siamo tutti cresciuti con la stessa immagine di Agatha Christie: quella della donna che svelava misteri, intrighi familiari, delitti impossibili e assassini insospettabili. E se, dietro a tutti quegli enigmi, nascondesse anche lei dei segreti?
Per tanto tempo l'abbiamo immagina seduta alla scrivania, intenta a progettare il prossimo delitto perfetto con una tazza di tè accanto a sé. Ma Agatha Christie faceva anche surf. E non solo: come mostrerà una retrospettiva a lei dedicata, prevista dal prossimo 30 ottobre alla British Library, è considerata la prima donna britannica conosciuta ad aver cavalcato un'onda, in piedi su una tavola, negli anni '20. Una scoperta che, insieme ad altre curiosità nascoste nel suo guardaroba, mi ha colpita particolarmente durante un weekend nel South Devon, e mi ha anche portata a pensare che Agatha Christie, con il suo amore per le pellicce, i cappotti eleganti e la cura quasi ossessiva per il dettaglio, assomigliasse a una sciura milanese ante litteram. Confesso: quando sei milanese, o hai frequentato abbastanza sciure da averne interiorizzato la filosofia, finisci per vedere un po' di Milano ovunque nel mondo; è una specie di deformazione professionale. Ma in quel weekend nel Devon ho capito che forse il più grande colpo di scena della vita di Christie non era nascosto in un romanzo, ma nella sua biografia.
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Christie Archive Trust

-/AFP via Getty Images
Il grande segreto di Agatha Christie: l'amore per il mare
Prima dei romanzi, prima di Poirot e Miss Marple, c'era il mare. Agatha Christie nasce infatti a Torquay, nel Devon, una delle zone costiere più affascinanti dell'Inghilterra meridionale. Nel corso della sua carriera scrive oltre ottanta romanzi gialli, numerose raccolte di racconti e più di venticinque opere teatrali, tra cui The Mousetrap, che ancora oggi è il più longevo spettacolo teatrale della storia. Considerata la scrittrice più venduta di sempre, dopo la Bibbia e Shakespeare, è stata nominata Dame dell'Impero Britannico nel 1971, e si è spenta serenamente nel 1976, all'età di 85 anni. Prima di diventare la regina mondiale del giallo, però, era semplicemente una bambina del Devon affascinata dal mare e dalle infinite storie che sembravano nascondersi oltre l'orizzonte. Nella sua autobiografia racconta infatti che fare il bagno era «una delle gioie della mia vita». Entrava in acqua e non voleva più uscirne, ignorando spesso gli appelli della nonna che la richiamava a riva. In un'occasione rischiò addirittura di annegare a Beacon Cove mentre nuotava con il nipote Jack sulle spalle. Chi conosce i suoi romanzi sa quanto fossero importanti per Christie gli elementi della natura. Ma forse è proprio osservando il mare che imparò quella pazienza necessaria per leggere i dettagli più piccoli, quelli che sfuggono a tutti e che nei suoi gialli diventano improvvisamente decisivi.
Quando Agatha Christie inventò la surf girl britannica
La vera sorpresa arriva però nel 1922. Durante il celebre viaggio intorno al mondo con il primo marito Archie, Agatha approda alle Hawaii. E un mattino, affacciandosi dalla finestra dell'hotel di Waikiki, vede delle persone surfare. Incuriositi, i due noleggiano delle tavole e si lanciano immediatamente nell'impresa. Ma non erano le tavole leggere che conosciamo oggi, bensì enormi assi di legno rosso lunghe oltre tre metri e pesanti più di trenta chili. All'inizio è stato un disastro. Le onde strapparono ad Agatha il costume da bagno in seta lasciandola quasi nuda sulla spiaggia. Il negozio dell'hotel provvide rapidamente a sostituirlo con un costume di lana verde smeraldo che lei stessa descrisse come "meraviglioso". Archie invece si scottò talmente tanto da dover indossare il pigiama sotto il costume, provocando l'ilarità degli istruttori hawaiani. Ma Agatha non era il tipo da arrendersi e infatti continuò a provare fino a quando riuscì finalmente a mantenere l'equilibrio e arrivare a riva in piedi sulla tavola. Ricordò quell'esperienza come una sensazione di pura felicità: la velocità, l'acqua, il vento. «Oh, era il paradiso», scrisse. Decenni prima che il surf diventasse sinonimo di California e lifestyle contemporaneo, Agatha Christie stava già vivendo l'esperienza che oggi riempie i feed di Instagram e TikTok. A rendere la storia ancora più affascinante, però, è il fatto che la sua esperienza con il surf non rimase confinata alle Hawaii. Tutto lascia pensare che Christie continuò a coltivare questa passione anche una volta tornata a casa. Ed è qui che il racconto diventa sorprendentemente moderno. La costa del Devon è ancora oggi una delle capitali inglesi del surf. Brixham, Paignton e Torquay rappresentano il cuore storico della località, ma spingendosi verso Bantham, Bigbury-on-Sea e Thurlestone si entra nella vera cultura delle onde, che continua ad attirare appassionati da tutto il Regno Unito.

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English detective novelist, Agatha Christie (1890 - 1976) typing at her home, Greenway House, Devon, January 1946.Bettmann
Greenway: la casa dove nascevano gli assassini
Se il mare racconta la parte più avventurosa della scrittrice, Greenway ne mostra invece quella più fashion. Affacciata sul fiume Dart e immersa nel verde, Greenway era il rifugio estivo della famiglia Christie. Oggi gestita dal National Trust, la casa appare quasi immutata, come se i proprietari fossero semplicemente usciti per una passeggiata.
La stanza più affascinante è probabilmente la biblioteca al pian terreno. La guida ci ha raccontato che proprio qui Agatha accoglieva amici e parenti nelle lunghe serate estive. Leggeva ad alta voce i capitoli dei romanzi a cui stava lavorando e trasformava l'incontro in una sorta di gioco investigativo collettivo, dove gli ospiti dovevano indovinare l'assassino. Il dettaglio più divertente? Se qualcuno riusciva a scoprire troppo presto il colpevole, Agatha tornava alla scrivania e modificava la trama. Immaginate la scena: vi sentite brillanti perché avete appena risolto il mistero, lei sorride, prende nota mentalmente, e cambia tutto; ed è grazie a storie come queste che si comprende come sia riuscita a vendere oltre due miliardi di libri!

Christie Archive Trust
Le pellicce di Agatha Christie raccontano (anche) l'eleganza della sciura milanese
Ed eccoci al secondo grande colpo di scena: la moda. Nel guardaroba di Greenway sono conservati oltre 150 capi appartenuti ad Agatha Christie e alla sua famiglia. In un perfetto walk in closet, come li chiameremmo ai giorni nostri, convivono pellicce, cappotti da sera, abiti da cocktail e accessori raffinati. Una combinazione che sembra quasi impossibile, ma che racconta perfettamente la personalità della scrittrice. Da un lato, Christie, è infatti la donna curiosa e intraprendente che affronta le onde delle Hawaii. Dall'altro, è invece la signora elegante che frequenta première cinematografiche e salotti letterari. Qui il parallelismo con Milano diventa inevitabile. Le sciure milanesi, infatti, possiedono un talento straordinario: riuscire a trasformare un cappotto in una dichiarazione filosofica. Penso di aver capito meglio questo principio da quando non vivo più a Milano; in fondo non solo loro si vestono bene, ma creano un mood, un atteggiamento. Osservando alcune fotografie di Agatha Christie negli anni '50 e '60 è impossibile non cogliere qualcosa di simile. Anche a lei piacevano le pellicce, e le indossava alle première teatrali, alle aperture dei suoi spettacoli, nelle occasioni importanti. Una delle più belle è un grande cappotto da sera in seta rosa e ocra della fine degli anni '20, caratterizzato da dettagli Art Déco e da uno scenografico collo in pelliccia. È il periodo in cui Christie si sta affermando come una delle più importanti autrici crime del mondo, e quel cappotto sembra incarnare perfettamente l'ottimismo degli anni ruggenti, il gusto per la modernità e la crescente emancipazione femminile.
Express/Hulton Archive/Getty Images
L'abito dell'Orient Express e la moda come indizio narrativo
Un'altra emozione arriva osservando il piccolo abito blu decorato con paillettes che Christie indossò nel 1974 alla prima londinese di Murder on the Orient Express. Quella sera, accompagnata dal marito Max Mallowan, in una delle sue ultime apparizioni pubbliche, incontrò la regina Elisabetta II, la principessa Anna e il cast stellare del film, tra cui Ingrid Bergman, Albert Finney e Lauren Bacall. Osservare oggi quel vestito significa avvicinarsi alla donna dietro il mito, andando oltre la scrittrice. E forse è proprio questo che rende il guardaroba di Greenway tanto affascinante, e aiuta a comprendere come il suo interesse per la moda non fosse mai superficiale. Nei suoi romanzi, infatti, un abito non è semplicemente un abito. Un cappello, una giacca, la qualità di un tessuto possono trasformarsi in indizi. I vestiti raccontano status sociale, educazione, ambizioni, aspirazioni. Rivelano ciò che un personaggio tenta di nascondere e ciò che desidera mostrare. Hercule Poirot, per esempio, è quasi ossessionato dall'ordine e dall'eleganza. Le sue eroine comunicano spesso il proprio posto nella società attraverso il guardaroba; dimostrando come le differenze di classe passino anche da una cucitura, da un accessorio, da un dettaglio apparentemente insignificante. E per una scrittrice che costruiva enigmi con precisione chirurgica, nulla era lasciato al caso.
Tutte le curiosità su Agatha Christie svelate in una mostra in arrivo il 30 ottobre, alla British Library
Cinquant'anni dopo la sua scomparsa, Agatha Christie continua a sorprenderci. Non soltanto come autrice, ma come donna moderna, sportiva, curiosa e molto più sfaccettata di quanto l'immaginario collettivo abbia spesso raccontato. Per questo la nuova mostra che la British Library inaugurerà nell'ottobre 2026 promette di essere un appuntamento imperdibile. Intitolata Agatha Christie: A World of Mystery, sarà la più grande esposizione dedicata alla scrittrice nel Regno Unito degli ultimi venticinque anni, e riunirà oltre cento oggetti provenienti dagli archivi della famiglia Christie e da collezioni pubbliche e private, molti dei quali mai esposti prima. La curatrice Lucy Rowland la descrive come un viaggio che accompagnerà i visitatori dall'infanzia nel Devon fino al successo mondiale, esplorando non solo l'autrice ma anche la donna dietro il mito. E come ha dichiarato il pronipote di Christie, James Prichard, la mostra offrirà «straordinari spunti sia professionali che personali» e rappresenterà al tempo stesso un momento di riflessione e una celebrazione di «una delle vite più straordinarie del XX secolo». Sarà l'occasione per riscoprire documenti, oggetti personali, manoscritti e aspetti meno noti della sua vita. Compresa quella ragazza del Devon che amava il mare, sfidava le onde, correva sulla spiaggia con una tavola da surf e seguiva con entusiasmo le mode del suo tempo. Perché il segreto più bello di Agatha Christie, alla fine, non si nasconde nei suoi romanzi, ma nello scoprire chi fosse la vera Agatha.
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