L’appello del sindaco di Taranto Piero Bitetti è rivolto alla giunta regionale e alla commissione Trasporti: «Aprire l’aeroporto di Grottaglie ai voli commerciali, salvaguardando e valorizzando la sua leadership nel cargo e nell’aerospazio, significa dotare l’intero arco ionico dell’infrastruttura necessaria per competere ad alti livelli».
Spegne le polemiche con Brindisi il primo cittadino di Taranto per i quale riattivare i voli civili all’aeroporto “Arlotta” di Grottaglie significa valorizzare il potenziale turistico, culturale ed economico dell’arco ionico e dare continuità all’eredità di efficienza e visibilità costruita con i Giochi del Mediterraneo.
Le parole del sindaco
«Nessuno intende mettere in discussione il ruolo dell’hub passeggeri di Brindisi – sottolinea il sindaco – la sfida è moltiplicare gli arrivi, intercettando flussi turistici, culturali ed economici diretti verso la costa ionica e gli entroterra lucano e calabrese».
In questa prospettiva, Grottaglie può diventare una porta d’accesso strategica a un territorio che unisce Taranto, Matera, il Metapontino e i tesori della Magna Grecia nella Sibaritide: un bacino interregionale di oltre 800mila tra cittadini e visitatori, con tempi di accesso all’aeroporto ionico inferiori ai 60 minuti.
«L’apertura ai voli commerciali non snaturerebbe la vocazione dello scalo, già punto di riferimento per aerospazio, ricerca tecnologica e cargo, grazie anche a una delle piste più lunghe d’Italia. L’integrazione tra voli passeggeri, continuità territoriale, attività logistiche e aerospaziali rafforzerebbe invece la natura polifunzionale dell’aeroporto, migliorando i collegamenti per cittadini, turisti, manager, ricercatori e operatori della filiera industriale e logistica. I Giochi del Mediterraneo - conclude Bitetti - hanno dimostrato cosa può fare il nostro territorio quando le infrastrutture funzionano a pieno regime – conclude – ora serve la stessa determinazione, coinvolgendo Basilicata e Calabria in un’alleanza strategica che valorizzi continuità territoriale e marketing di destinazione, senza gravare esclusivamente sul bilancio regionale pugliese».
La risposta di Bitetti arriva dopo le dichiarazioni del sindaco di Brindisi Giuseppe Marchionna e del segretario di FdI Brindisi Massimiliano Oggiano, secondo i quali l’aeroporto di Grottaglie dovrebbe restare sostanzialmente industriale perché i voli passeggeri rappresenterebbero un “doppione” di Brindisi.
Il Movimento Cinque Stelle
Dichiarazioni sulle quali ieri è intervenuto il Movimento 5 Stelle di Taranto, con la coordinatrice provinciale Laura Sebastio che ritiene come queste frasi fanno «emergere ancora una volta tutte le contraddizioni della destra. «A Taranto Fratelli d’Italia promette l’apertura ai voli civili, mentre in Parlamento i rappresentanti del centrodestra hanno votato contro il nostro emendamento del senatore Turco al Dl Sport che avrebbe consentito di introdurre gli Oneri di Servizio Pubblico, creando le condizioni concrete per garantire i voli di linea passeggeri al territorio ionico. Altro che problemi tecnici o responsabilità della Regione e di Aeroporti di Puglia: il vero ostacolo è politico. La maggioranza continua con annunci su cargo, spazioporto e voli suborbitali, ma intanto Taranto resta senza voli di linea, senza Alta Velocità e fuori dalla rete autostradale».
Azione
Anche il consigliere comunale di “Azione” Vincenzo Di Gregorio replica ai brindisini. «Il futuro dell’aeroporto di Grottaglie riguarda la possibilità di dare alla provincia di Taranto una base economica più ampia, capace di affiancare alle attività industriali nuove occasioni di lavoro e di investimento. Ridurre il confronto alla concorrenza con Brindisi significa affrontare questa prospettiva partendo dalla distribuzione del traffico esistente, senza domandarsi quale domanda aggiuntiva possa generare lo sviluppo del territorio e quale contributo lo scalo possa offrire al turismo e al sistema produttivo ionico. È su questa valutazione che intendiamo impegnare la politica regionale e nazionale, convinti che una provincia chiamata a diversificare la propria economia debba poter discutere l’impiego delle sue infrastrutture senza accettare limitazioni delle quali non siano dimostrate le ragioni», afferma Di Gregorio.
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