D. Polito 06 agosto 2026 13:57
Francesco Guccini è morto, ma i social già restituiscono la certezza di una memoria destinata all'eternità. #Maestro è l'hashtag che più di tutti si associa al suo nome, già impresso nelle pagine solenni di una storia che s'inchina a chi con la musica si è espresso più per un'urgenza di dire, per una passione del sentire, che solo per mestiere.
Gente che con le sue canzoni è nato e ci è cresciuto digita pensieri con lo stesso affetto di chi Guccini lo ha conosciuto, nella persona e nell'artista. Come Gianni Morandi, insieme a lui in una foto che racconta una colleganza di sensibilità, oltre che di professione: "Ci incontravamo, aveva sempre storie straordinarie da raccontare, storie di montagna, della nostra Emilia, storie di musica e di vita. Se n'è andato un vero poeta", la didascalia a margine. E come Fabio Fazio che due anni fa lo aveva intervistato a Che Tempo Che Fa: "La scomparsa di Francesco Guccini si porta via un pezzo della nostra vita, del nostro tempo. Un dolore grande".
"Francesco Guccini ha lasciato questo mondo infame!", il messaggio di Antonello Venditti che risuona come un grido: "Ci lascia alcuni capolavori come testimonianza eterna di un Novecento duro a morire nei nostri cuori e nella nostra vita nell'eterna speranza di cambiamento tipica della nostra generazione... Mancherai al futuro e a tutti noi". Leonardo Pieraccioni, invece, sceglie una parte della canzone 'Amici' per salutarlo: "Se e quando moriremo, ma la cosa è insicura avremo un paradiso su misura, in tutto somigliante al solito locale ma il bere non si paga e non fa male". Divertiti Francescone nel solito locale e grazie, grazie davvero di cuore".
E ancora Vasco Rossi: "Hai avuto una vita piena di musica e arte, non sei mai stato “di moda” ma sempre attuale e coerente con le tue canzoni. Di generazioni diverse, tu eri il grande Maestro, io l’ allievo alle prime armi. Abbiamo respirato la stessa aria. Fra la Via Emilia…e Il Roxi Bar. Resterai per sempre nei nostri cuori", le sue parole.
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Applausi alla Camera per Guccini
La scomparsa di Guccini è stata accolta da forti applausi nell'aula della Camera quando la capogruppo del Pd Chiara Braga ha annunciato visibilmente commossa la notizia della sua scomparsa. "Un poeta che ha saputo raccontare il nostro tempo", ha detto Braga proponendo a settembre un momento in ricordo del "maestro" in Aula. Diversi deputati, tra cui Gianangelo Bof di Futuro Nazionale, hanno concordato con la proposta della dem.
E sui social diversi gli esponenti della politica che hanno lasciato il loro pensiero. "Ciao a chi ha saputo cantare dell'anarchia, dell'ideale e anche della disillusione. Delle osterie di fuori porta e dell'Appennino dove risuona la tramontana. Dell'amore e degli abbandoni. Di Eskimo e di Autogrill. Di Amerigo e di Cyrano. Ciao a chi meglio di tutti ha saputo cantare quei giorni di Genova. Ciao a te, maestro, che ci hai accompagnato in tante fasi della nostra vita. Tra la via Emilia e il west. Addio, farewell", il ricordo del leader di Alleanza Verdi-Sinistra, Nicola Fratoianni.
"Con la chitarra e con le parole Francesco Guccini ha raccontato le ingiustizie, i sogni, le rabbie e le speranze del nostro Paese. E l'Italia delle province, delle fabbriche, delle partenze e dei ritorni, senza retorica. Non ha mai smesso di stare dalla parte degli ultimi e di dire la verità, anche quando era scomoda. In un tempo di slogan e rumore, ci ha ricordato il valore del pensiero, della memoria, della bellezza. Alla famiglia e a tutte e tutti quelli che gli hanno voluto bene va il cordoglio più profondo mio personale di tutta la comunità democratica", la segretaria del Pd Elly Schlein.
"Con la scomparsa di Francesco Guccini perdo un amico che solo poche settimane fa sono andato a trovare: mi piaceva chiacchierare con lui e mi mancherà poterlo fare ancora", si legge poi in una nota di Romano Prodi: "Amatissimo da Bologna, la sua notorietà come musicista e come scrittore non era certo limitata all'Emilia. Una terra che ha fortemente amato e raccontato, con tutta la poesia dei suoi versi che tradivano il grande affetto che lo legava alla sua terra".
Una commozione trasversale quella che continua in queste ore, potente e sincera in qualsiasi modo venga raccontata, che bene può essere sintetizzata con lo scritto di Riccardo Bocca: "L'amore rivolto in queste ore a Guccini ci ricorda quanto la qualità, l'impegno, la militanza sociale, la distanza dalla banalità, il gusto per il sarcasmo, il piacere per la libertà e la distanza assoluta dalla cortigianeria mentale e pratica siano valori assoluti, eterni".

