Addio a Fernando Caruncho, celebre architetto paesaggista spagnolo

2026/08/25

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Il designer è deceduto a Madrid all'età di 68 anni. In oltre 40 anni di carriera internazionale i suoi lavori sono stati pubblicati da alcune delle principali riviste internazionali dedicate all'architettura, al design e alla cultura del giardino

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Fernando Caruncho, tra le figure più riconoscibili del paesaggismo contemporaneo, è morto il 23 agosto a Madrid all'età di 68 anni, pochi giorni prima del suo compleanno, che sarebbe stato il 6 settembre. L'architetto e designer spagnolo ha contribuito a ridefinire il significato stesso del giardino contemporaneo e ha costruito in oltre quarant'anni di attività una carriera internazionale, portando nel progetto del giardino una concezione sospesa tra architettura, arte e filosofia.

Nel corso della sua carriera oltre 150 progetti in tutto il mondo

Caruncho aveva fondato nel 1979 il proprio studio, Caruncho Garden & Architecture, sviluppando una concezione del paesaggio in cui confluiscono influenze diverse: la cultura mediterranea e quella islamica, la filosofia zen e la tradizione classica europea. Nel corso della sua attività Caruncho ha realizzato più di 150 progetti in diversi Paesi. Tra questi figurano interventi in Spagna, Italia, Francia, Stati Uniti, Giappone, Nuova Zelanda, Svizzera, Grecia, Marocco e Regno Unito. Tra le opere ricordate nella sua traiettoria professionale ci sono il progetto per il Giardino Botanico di Madrid, l'Ambasciata di Spagna a Tokyo, giardini privati negli Stati Uniti e in Nuova Zelanda, interventi a Lugano e i progetti legati alla Puglia e alla Toscana. Particolare rilievo ha avuto il lavoro sul paesaggio agricolo italiano, con interventi come l'oliveto e vigneto di Montalcino e il progetto dell'Amastuola in Puglia, dove la geometria delle coltivazioni dialoga con le forme organiche del territorio. Ha lavorato anche nel Chianti. Al centro della filosofia di Caruncho ci sono soprattutto luce e geometria. Il giardino, nella sua visione, non è soltanto uno spazio verde, ma un luogo capace di suscitare meraviglia, contemplazione e un rapporto più profondo tra l'uomo e la natura. Questa idea emerge anche nelle sue conferenze e negli incontri pubblici, come la lectio magistralis tenuta a Pistoia nel 2019 in occasione dei 110 anni della Mati 1909, durante la quale ripercorse il proprio percorso professionale intrecciandolo alla filosofia e alla storia del giardino.

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Gli studi in filosofia, poi l'interesse nel giardinaggio

Formatosi inizialmente in filosofia all'Università Autonoma di Madrid, Caruncho scoprì durante gli studi il mondo dei giardini e da allora amò definirsi “giardiniere” per scelta. Dal 1978 affiancò alla formazione filosofica lo studio del giardinaggio e del progetto del paesaggio alla scuola Castillo de Batres, nei pressi della capitale spagnola. Da quella contaminazione nacque una cifra progettuale destinata a caratterizzare tutta la sua opera. Per Caruncho il giardino non è un semplice spazio ornamentale, ma un luogo capace di mettere in relazione uomo, natura e architettura. Geometria, luce, acqua e vegetazione venivano organizzate secondo proporzioni rigorose, in una ricerca di equilibrio che affondava le proprie radici nella tradizione mediterranea e nel dialogo tra Oriente e Occidente. 

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L'importanza della luce nella sua ricerca

La luce è stata uno degli elementi centrali della sua ricerca. Nei suoi progetti, la geometria poteva essere dichiarata oppure appena percepibile, ma serviva sempre a interpretare il luogo. La luce, secondo la sua concezione, rendeva leggibili prospettive, simmetrie e proporzioni, trasformando il giardino con il trascorrere delle ore. La sua opera ha ricevuto l'apprezzamento di importanti protagonisti dell'arhitettura e del paesaggismo. L'influenza di Caruncho ha superato rapidamente i confini della Spagna. I suoi lavori sono stati pubblicati da alcune delle principali riviste internazionali dedicate all'architettura, al design e alla cultura del giardino, tra cui Architectural Digest, Vogue, The New York Times Magazine, The Telegraph Magazine, House & Garden ed Elle Décoration. La sua attività è stata raccontata anche in numerosi libri. Nel corso della carriera Caruncho ha tenuto conferenze in istituzioni e università di diversi Paesi, dal New York Botanical Garden al Politecnico di Milano, dall'Accademia delle Arti del Disegno di Firenze al Trinity College di Dublino, fino alle università di Madrid, Napoli, Vancouver, New Delhi e Istanbul.

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