In un paio di occhiali da 100 grammi di peso Meta è riuscita a creare uno dei visori VR più avanzati al mondo. Quando li abbiamo indossati per la prima volta abbiamo pensato di trovarci di fronte a uno dei prodotti tech più incredibili degli ultimi anni.
di Roberto Pezzali - 24/09/2026 02:00 0
Mark Zuckerberg ha annunciato i nuovi Meta VR Glasses durante il keynote del Meta Connect 2026, finito da pochi minuti, ma abbiamo avuto la fortuna di provarli circa dieci giorni fa e da allora non pensiamo ad altro: capita raramente di trovarsi davanti, anche un po' a sorpresa, a qualcosa di così innovativo.
Glasses, appunto, occhiali: anche se stiamo sempre parlando di realtà virtuale, questa volta a essere indossato non è più lo scomodo e pesante visore ma un paio di occhiali da circa 100 grammi, cinque volte più leggeri di un Meta Quest 3 e con un look spaziale non molto diverso da quello di certi occhiali fashion a mascherina che vediamo sulle piste da sci o in qualche sfilata di moda.

Per riuscire a trasformare in un prodotto da mettere in tasca quello che fino a oggi, per Meta come per altre aziende, vedi Samsung o Apple con Vision Pro, è stato un "mattone" da mettere in testa, Meta ha diviso il dispositivo in due componenti. Da una parte troviamo gli occhiali veri e propri, che ospitano sensori e display e sono costruiti in lega di magnesio per garantire rigidità e dissipazione del calore, dall'altra un piccolo modulo esterno da 300 grammi, grande quanto un power bank e dotato di una piccola clip per agganciarlo alla tasca o a una borsa.

È comunque piccolo, e non è molto diverso dalla batteria che Apple ha dovuto inserire nel Vision Pro. All'interno trovano spazio la batteria, il processore e lo storage, quindi tutta la parte compute; e per avere una latenza bassissima e trasferire l'enorme quantità di dati necessaria, ci sono i dati visivi, quelli dei sensori e quelli delle videocamere,
Meta ha scelto un link ottico, una piccola fibra che collega gli occhiali al modulo, con la fibra che può essere sganciata da entrambi i lati e sostituita se necessario anche con una versione più lunga.

Trattandosi di occhiali, quindi di un dispositivo più difficile da indossare rispetto a una maschera da appoggiare sul volto, i Meta VR Glasses saranno disponibili in due taglie, Standard e Large, che variano nella larghezza della montatura per adattarsi meglio a conformazioni diverse del viso.
Il cuore del dispositivo è quello che Meta definisce 5K Infinite Display, un pannello micro-OLED con risoluzione di 2412 × 2288 pixel per occhio e una densità di 37 pixel per grado, la più alta mai vista su un visore Meta, con refresh rate fino a 120 Hz.
Le lenti sono pancake di nuova generazione, progettate appositamente per questo dispositivo, con field of view di 70° orizzontali e 66° verticali. C'è la regolazione della distanza interpupillare, con un sistema guidato facilissimo da gestire: è l'interfaccia stessa a riconoscere se le pupille non sono allineate.
La prima preoccupazione che abbiamo avuto quando Meta ci ha fatto vedere il visore riguardava l'area di visione periferica: un visore chiude tutto, gli occhiali no.
In realtà sono presenti sia innesti magnetici per chi porta gli occhiali da vista, che regolano le diottrie, sia un inserto che scherma completamente dalla luce esterna.
Tuttavia, e questa è forse la parte migliore, quando li abbiamo indossati eravamo talmente concentrati sull'interfaccia che vedevamo davanti ai nostri occhi da non accorgerci che, in realtà, parte di quello che vedevamo non era la nostra visione periferica, ma il passthrough delle videocamere frontali.
La qualità è incredibile e la latenza bassissima: si indossa un visore, ma sembra quasi di indossare occhiali che ci permettono di vedere attraverso il display.
Meta ci ha spiegato che il passthrough lavora a 26 pixel per grado, contro i 18 del Quest 3, affidandosi a fotocamere RGB con autofocus e sensing di profondità. Difficile spiegare a parole come funziona, andrebbe visto, ma è la sensazione di trasparenza più naturale che ci sia mai capitato di provare su un visore.
I Meta VR Glasses non nascono per essere usati con i controller, nascono per essere usati con le mani e con gli occhi, anche se i controller si possono comunque collegare: sono compatibili tutti quelli dei Meta Quest.
Il tracking spaziale si affida a 6 fotocamere CV/SLAM dedicate al posizionamento 6DoF, separate dalle 4 fotocamere IR per l'eye tracking (due per occhio) e dalle camere per il passthrough. Sono montate sulle due astine, ai lati e sotto, e leggono perfettamente i movimenti delle mani anche senza tenerle necessariamente davanti a noi.
Oltre al controllo con gli occhi, basta guardare un elemento dell'interfaccia per selezionarlo, e alle gesture con la mano, come il tap dell'indice o lo swipe del pollice, c'è anche Meta AI integrata direttamente nel sistema operativo, alla quale si possono fare richieste del tipo "apri quell'app", "fammi vedere quel film" o "voglio lavorare a quel documento".

Entrando nel dettaglio della parte compute, il piccolo blocco che integra anche la batteria, il processore all'interno è il Qualcomm Snapdragon Reality Elite (XR2 Gen 3), accompagnato da 12 GB di RAM e 128 GB di storage, espandibili fino a 1 TB via microSD.
Sul fronte della durata, l'autonomia dichiarata è di 3 ore di riproduzione multimediale continua, con ricarica rapida a 45 W tramite un cavo USB-C 3.2 Gen 2 che supporta anche il DP Alt Mode per lo streaming video da quasi qualsiasi sorgente. Si può collegare, ci spiega Meta, un ulteriore power bank se si vuole aumentare l'autonomia, oppure, se si stanno usando gli occhiali in aereo, si può agganciare un'alimentazione USB per non consumare la batteria e avere autonomia infinita.

Sul fronte della sicurezza è presente un sistema di autenticazione biometrica basato sul riconoscimento dell'iride, mentre sul fronte della connettività, grazie a Wi-Fi e Bluetooth, si possono connettere tastiere, mouse e gamepad, e predisporre anche un collegamento wireless a Mac e PC per un vero e proprio multi-monitor workspace portatile.
Questa è la parte che più ci ha impressionato, e ricalca un po' l'ambiente di lavoro virtuale che Apple ha fatto vedere con il Vision Pro: si indossano gli occhiali, si entra in un mondo virtuale dove possiamo accedere alle nostre app Windows o Mac, spostandole e posizionandole dove vogliamo nello spazio.

Per usarle basta appoggiare le mani sulla scrivania ed ecco che vengono disegnate una tastiera e un trackpad virtuali, usabili però con le nostre mani vere. Si digita come se stessimo digitando su una tastiera, e possiamo anche muovere la freccia del mouse come se sotto le nostre dita ci fosse un vero trackpad, quando in realtà abbiamo solo un tavolo in legno.
Il primo visore IMAX: sport e concerti lasciano a bocca aperta
Sul fronte contenuti i Meta VR Glasses saranno il primo visore certificato IMAX Enhanced, con supporto nativo a Dolby Vision e audio spaziale Dolby Atmos integrato direttamente nella montatura.
Nel momento in cui sarà disponibile, e si va comunque al prossimo anno, saranno già presenti le principali app di streaming come Disney+, Peacock, HBO, YouTube e Prime Video, con cataloghi dedicati e possibilità di accesso anche a contenuti 3D. Non sappiamo cosa ci sarà in Italia, ma negli Stati Uniti dall'app TV si potrà accedere ai canali di AMC+, Crunchyroll, Plex e Tubi.
L'esperienza forse più incredibile è quella con lo sport: Meta sta preparando un fitto calendario di eventi sportivi immersivi, sia per la visione differita sia in diretta, con riprese ESPN in 8K VR180 che lasciano davvero senza fiato. Abbiamo assistito a una partita di basket e sembra di essere in campo, grazie anche alla resa perfetta del display micro-OLED che, con rendering foveato e densità elevatissima, non lascia praticamente vedere i pixel.

Lato contenuti c'è anche una seconda novità, che Meta chiama "VR Enhanced Cinema": è un nuovo formato in cui l'ambiente circostante reagisce a ciò che accade sullo schermo, e Disney e Industrial Light & Magic porteranno in questo formato Avengers: Infinity War e Star Wars: Una nuova speranza. Immaginate di guardare Avengers: Infinity War su uno schermo enorme davanti a voi, ma con tutto attorno un ambiente 3D dinamico che cambia, si muove e arricchisce la visione, che resta tuttavia bidimensionale. Una sorta di cinema esperienziale adattato al singolo titolo.
Il sistema operativo è quello dei Meta Quest e tutte le app saranno compatibili, anche se richiedono un aggiornamento per poter essere gestite solo con le mani: Meta dice che al lancio ci saranno oltre 75 titoli pronti, con accesso completo sia al catalogo Quest sia, in streaming cloud, al catalogo di Xbox Game Pass. Beat Saber, il gioco più venduto della storia dei visori Quest, riceverà una modalità hands-only inedita chiamata Flux, pensata apposta per i VR Glasses.

Ci sarà anche una serie di contenuti originali immersivi: Open Season, la serie con Draymond Green in terapia durante la sua stagione NBA, girata in 3D a 180°, che debutterà il 29 settembre su Horizon TV; Hit Me Hard and Soft: The Tour, il concert film co-diretto da Billie Eilish e James Cameron, che arriverà in 3D su Quest a novembre; e National Geographic: Beyond, realizzato da ILM in collaborazione con National Geographic, un documentario che porterà gli utenti a due passi dalla fauna africana con riprese reali a 180° in 3D.
I Meta VR Glasses arriveranno in primavera 2027, non c'è una data precisa, al prezzo di 1.299,99 dollari, in 13 paesi tra i quali ci sarà anche l'Italia, dove sarà possibile provarli anche in alcuni punti vendita. Credeteci, ne vale davvero la pena. Wow.
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