A Jesi va in scena il rivoluzionario spettacolo ‘Francesco in 4/4’

2026/07/14

Categories: world-news

  1. Home
  2. Ancona
  3. Cosa Fare
  4. A Jesi va in scena il rivoluzionario spettacolo 'Francesco in 4/4'

Giovedì nel cortile del museo Stupor Mundi un viaggio sensoriale tra natura, musica e spiritualità per riscoprire l'attualità del Santo oltre ogni cliché agiografico

Gianluca Curzi e Franceco Formiconi

Gianluca Curzi e Franceco Formiconi

Google

Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su Google

Seguici

Jesi (Ancona), 14 luglio 2026 - A ottocento anni dalla sua scomparsa, la figura di San Francesco d’Assisi continua a sfidare il tempo, ma per comprenderne la portata rivoluzionaria occorre talvolta spogliarla dalle agiografie patinate e dalle immagini da cartolina. È questo l'ambizioso obiettivo di , una narrazione-spettacolo originale che andrà in scena giovedì (ore 21,15, ingresso libero) nel cortile del Museo Federico II Stupor Mundi, in piazza Federico II a Jesi. L'evento, a ingresso gratuito, propone un viaggio sensoriale e filosofico della durata di settanta minuti che intreccia prosa, poesia, musica e canto per restituire al pubblico un Francesco d'Assisi straordinariamente intimo e contemporaneo, capace di dialogare con le inquietudini e i temi universali del nostro presente. La struttura dello spettacolo poggia su un parallelismo affascinante ispirato alla ‘Ruota della vita’, una mappa interiore archetipica comune a moltissime culture del pianeta, dai circoli megalitici europei alle cerimonie amazzoniche e alle tradizioni native d’America. Il percorso umano e spirituale del Santo viene così scandito attraverso quattro direzioni cardinali, quattro stagioni, quattro fasi biologiche e i quattro elementi naturali. Il viaggio prende il via dall'Est, la Primavera legata all'Aria, che simboleggia l'ispirazione, l'infanzia e i primi passi del giovane Francesco. Prosegue poi verso il Sud, l'Estate dominata dal Fuoco, momento di massima crescita, calore e sviluppo del movimento francescano. La terza tappa conduce all'Ovest, l'Autunno associato all'Acqua, tempo di raccolto, bilancio e delle prime inevitabili alterazioni dello spirito originario della Regola. Infine, il cerchio si chiude al Nord, l'Inverno e la Terra, che rappresentano la fine del ciclo biologico, la morte e la rinascita, lasciando un'eredità concreta per l'agire quotidiano. I creatori e protagonisti di questo rito teatrale sono due studiosi jesini dalle anime complementari. Da un lato c'è Francesco Formiconi, ingegnere, ricercatore e scrittore che fonde scienze di confine, storia e spiritualità per svelare le trame nascoste della realtà. Dall'altro c'è Gianluca Curzi, jesino anche lui, economista del turismo responsabile, mediatore culturale ed esploratore, abituato a muoversi tra mondi diversi e a interrogare le tradizioni vive del pianeta con la convinzione che l'esperienza diretta valga più di qualsiasi studio teorico. Insieme a un musicista sul palco, i due autori dimostreranno che il celebre Cantico delle Creature non è solo una poesia scolastica, ma un vero e proprio rito sciamanico ante-litteram di connessione e ringraziamento verso il creato. In un'epoca di profonde crisi ecologiche ed esistenziali, lo spettacolo offre uno spunto prezioso per riscoprire Francesco come un ponte tra natura e spirito, invitando gli spettatori a riflettere su "come, oggi che la storia è giunta a noi, intendiamo scrivere il nostro pezzo di futuro".

Sara Ferreri

© Riproduzione riservata

>> Home