50 anni di BMW RS, come una sigla ha cambiato per sempre le moto - HDmotori.it

2026/07/24

Categories: technology

Fino al 1976 la sigla RS significava soltanto una cosa: Rennsport, ovvero corsa pura. Poi, esattamente mezzo secolo fa, BMW ha cambiato le regole del gioco trasformando l’acronimo in Reise und Sport: viaggio e sport. Da quell’intuizione è nata la stirpe delle sport tourer bavaresi, una categoria di moto capace di unire prestazioni e macina-chilometri che ha segnato la storia della Casa dell’Elica.

A 50 anni da quella svolta, il testimone è nelle mani della R 1300 RS. L’attuale ammiraglia incassa il motore bicilindrico boxer più potente mai costruito a Monaco, con 145 CV gestiti da una ciclistica e una dotazione tecnica pensate per fare sul serio tra le curve.

Del resto, spingere sull’innovazione per migliorare dinamica di guida, comfort e sicurezza è il marchio di fabbrica della gamma fin dai suoi esordi. Ripercorriamo l’evoluzione dei modelli RS spinti dal motore boxer bicilindrico.

La prima R 100 RS, la carena Pininfarina e i record a Nardò

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Il primo capitolo della saga si apre nel 1976 con la BMW R 100 RS, terzo modello a montare il propulsore boxer da un litro. La grande novità era la carenatura integrale di serie, prima assoluta a livello mondiale su una moto di produzione. Disegnata insieme a Pininfarina e caratterizzata dalla tinta argento metallizzato con riflessi blu, non serviva solo a fare scena: serviva a riparare da aria e pioggia, alzando il livello di comfort e permettendo di tenere medie autostradali molto più alte.

La R 100 RS è rimasta a listino fino al 1984, anno di uscita della serie speciale “R 100 RS Classic 500" (costruita appunto in mezzo migliaio di pezzi con livrea bicolore Madison Grey/Alaska Blue e filetti bianchi).

Per dimostrare di cosa fosse capace la moto, BMW si affidò al collaudatore Helmut Dahne per una serie di tentativi di record sull’anello di Nardò. Gli obiettivi? Le distanze di 10, 100 e 1.000 chilometri e le prove di durata su 1, 6, 12 e 24 ore. Per l’occasione il motore boxer venne portato a 84 CV, dietro fu montata una ruota da 19 pollici e venne tolta la parte inferiore della carena. Risultato: oltre 220 km/h di velocità massima e cinque record mondiali conquistati (10 km, 100 km, 6 ore, 12 e 24 ore).

Il ritorno del boxer e l’arrivo del Telelever

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Per vedere un’altra RS a due cilindri è bisognato attendere i saloni del 1986. Nel frattempo erano nate la K75 a tre cilindri e la K100 a quattro, ma il pubblico, soprattutto in Giappone e negli Stati Uniti, voleva a tutti i costi il boxer. Nata inizialmente come tiratura limitata a 1.000 esemplari, la R 100 RS del 1986 è rientrata a pieno titolo nei listini fino al 1992.

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Nel 1993 è arrivata la svolta con la R 1100 RS. Su questo modello debuttavano le quattro valvole per cilindro, il raffreddamento misto aria/olio, l’accensione digitale e l’iniezione elettronica. La potenza salì del 50% toccando i 90 CV, i consumi scesero e all’anteriore comparve per la prima volta il Telelever, la sospensione pensata per azzerare l’affondamento e stabilizzare la moto nelle staccate violente.

Nel 1999 è stato il turno della R 1150 GS con il motore da 1.130 cc, propulsore che non venne però montato sulla R 1100 S (l’evoluzione sportiva della RS, che non scaldò mai troppo il cuore degli appassionati). Bisognerà aspettare il 2001 e il lancio della R 1150 RT per vedere le cose muoversi: motore e scarico della RT vennero infatti presi e trapiantati direttamente sulla R 1150 RS, aggiornata con carenatura integrale e nuove colorazioni.

L’era del raffreddamento a liquido e la tecnologia ShiftCam

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La quinta generazione delle boxer RS si è vista all’Intermot del 2014 con la R 1200 RS. Il motore passava al raffreddamento a liquido con flussi verticali anziché orizzontali, erogando 125 CV (92 kW) e 125 Nm di coppia, abbinato alle sospensioni semi-attive BMW Dynamic ESA.

L’ultimo tassello prima dell’era attuale è stato posato nell’autunno 2018 a Milano: ad EICMA ha fatto il suo esordio la R 1250 RS (nella foto qui in alto), spinta dal boxer da 1.254 cc da 136 CV (100 kW) dotato di fasatura variabile valvole ShiftCam. Nel pacchetto di serie e opzionale rientravano il monobraccio posteriore, il controllo di trazione Dynamic Traction Control e la versione evoluta delle sospensioni Dynamic ESA con compensazione automatica del carico.

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