Le guerre in Medio Oriente
Gli Houthi minacciano di chiudere il Mar Rosso, Trump: "Ce ne occuperemo". Il presidente libanese Aoun alla Casa Bianca: "Israele si ritiri". Gaza, due famiglie sterminate
Sindaco New York: "Non abbiamo autorità per arrestare Netanyahu. Il governo federale, invece, ne dispone, e lo invito a collaborare con la Cp"
Il sindaco di New York, Zohran Mamdani, ha dichiarato che la sua amministrazione non dispone dell'autorità giuridica per arrestare il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, come aveva preso in considerazione di fare, e ha invitato le autorità federali statunitensi ad agire. L'esponente democratico aveva affermato di essere impegnato in discussioni sulla possibilità legale di eseguire il mandato d'arresto emesso dalla Corte penale internazionale (Cpi) nei confronti del premier dello stato ebraico, qualora questi si recasse all'Assemblea generale delle Nazioni Unite a settembre. "La mia amministrazione ha esaminato tutte le strade possibili" ed "è chiaro che non disponiamo dell'autorità giuridica indipendente necessaria per eseguire questo mandato", ha dichiarato Mamdani in un breve videomessaggio pubblicato sui social media. "Il governo federale, invece, ne dispone, e lo invito a collaborare con la Cpi per dare esecuzione a questo mandato", ha aggiunto. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha assicurato lunedì che il primo ministro israeliano, suo alleato nella guerra contro l'Iran, non sarà arrestato negli Stati Uniti, in risposta alle dichiarazioni di Mamdani, che il presidente repubblicano critica apertamente.
Iran: "Amplieremo guerra nella regione se Usa attaccano siti nucleari"
Il più alto comando militare iraniano ha fatto sapere che l'Iran considera qualsiasi attacco agli impianti nucleari del Paese come "un'espansione della guerra nella regione", annunciando di essere pronta a colpire "tutti gli interessi degli Stati Uniti, così come quelli dei loro alleati e sostenitori"."Gli Stati Uniti hanno minacciato di attaccare gli impianti nucleari e altri siti sensibili della Repubblica Islamica - ha dichiarato Khatam al-Anbiya in una nota riportata dai media iraniani - si dichiara pertanto che, qualora l'esercito aggressore e terrorista di quel Paese dovesse arrivare a tale punto, lo considereremo un'espansione della guerra nella regione. Di conseguenza, tutti gli interessi degli Stati Uniti, così come quelli dei loro alleati e sostenitori di quello Stato canaglia e malvagio, diventeranno bersaglio di potenti attacchi da parte delle Forze Armate della Repubblica Islamica". Ieri il presidente americano Donald Trump ha annunciato l'intenzione Usa di attaccare il il monte iraniano Pickaxe, dove secondo il Wall Street Jorunal Teheran avrebbe spostato migliaia di centrifughe nucleari.
Libano, Onu: "Nel paese ci sono ancora 400.000 sfollati"
Le Nazioni Unite hanno affermato che oltre 400.000 persone sono ancora sfollate in Libano e che molte famiglie non possono "tornare a casa in sicurezza a causa dei continui attacchi". Migliaia di famiglie che vivono ancora nei rifugi hanno affermato di trovarsi ad affrontare "condizioni abitative in peggioramento, accesso ridotto all'acqua e ai servizi igienici e opportunità limitate di guadagnarsi da vivere", ha dichiarato ai giornalisti il portavoce delle Nazioni Unite Stephane Dujarric. "Molti hanno anche affermato di fare sempre più affidamento su prestiti per soddisfare i bisogni primari, compreso l'acquisto di medicinali essenziali", ha aggiunto Dujarric. "I loro ripetuti tentativi di tornare a casa sono stati spesso vanificati a causa dell'insicurezza, delle infrastrutture danneggiate e dell'accesso limitato ai servizi di base nelle loro zone di origine".
Rubio: "Teheran non prende sul serio i negoziati"
Il segretario di Stato americano, Marco Rubio, ha dichiarato che l'Iran "non prende sul serio i negoziati" per mettere fine al conflitto. "Gli Stati Uniti sono sempre impegnati nella diplomazia. Siamo aperti al dialogo e sempre disposti a impegnarci, a negoziare e appianare le divergenze", ha detto Rubio nel suo intervento alla riunione a Manila dei ministri degli Esteri dell'Associazione delle nazioni del Sud-est asiatico (Asean) riportato dalla Cnn."Il problema che stiamo avendo ora - ha aggiunto - è che non prendono sul serio i negoziati. Se lo fanno, lo facciamo anche noi. Se non lo fanno, faremo quanto è necessario per proteggere i nostri interessi e anche quelli dei nostri alleati".
Rubio all'ASEAN: "Se l'Iran controlla Hormuz sarebbe un pericoloso precedente"
Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha detto mercoledì che consentire all'Iran di controllare lo stretto di Hormuz creerebbe un "pericoloso precedente" con conseguenze ben oltre il Medio Oriente, dove Teheran e Washington hanno ripreso le ostilità.
"Se creiamo un precedente in Medio Oriente in cui uno Stato-nazione può decidere di controllare una via d'acqua internazionale, far pagare un pedaggio e far esplodere le navi se non si paga, creeremo un precedente molto pericoloso che si ripeterà in altre parti del mondo, compresa questa regione", ha dichiarato Marco Rubio durante un incontro con l'Associazione delle nazioni dell'Asia sud-orientale (ASEAN) a Manila, nelle Filippine.
Iran, gli USA bombardano la raffineria di gas di Bidboland a Mahshahr
Gli Stati Uniti hanno bombardato la raffineria di gas di Bidboland a Mahshahr, nella regione del Khuzestan. Lo ha riferito The Hormuz Letter. L'impianto è il più grande singolo sito di lavorazione del gas dell'Iran, secondo solo al complesso di South Pars, e uno dei maggiori hub dell'area.
Gli USA: "L'Iran ha attaccato 30 navi in 3 mesi ma Hormuz resta aperto"
Lo stretto di Hormuz resta aperto, nonostante i ripetuti attacchi iraniani alle navi in transito. Lo scrive il Comando centrale americano in una nota pubblicata su X dopo l'undicesima notte di bombardamenti.
"Negli ultimi tre mesi, l'Iran ha attaccato più di trenta navi commerciali in transito attraverso questa via d'acqua internazionale vitale per il commercio regionale e globale", si legge, e questi raid "ingiustificati hanno messo in pericolo centinaia di marinai innocenti e compromesso la libertà di navigazione". Eppure, assicura il Pentagono, "nonostante l'aggressione iraniana, lo stretto di Hormuz rimane aperto al transito delle navi commerciali. Dall'inizio di maggio, le forze del Comando centrale hanno contribuito a facilitare il transito di circa novecento navi commerciali e di 450 milioni di barili di greggio".
Teheran: "Fuori uso le basi USA in Bahrein e Kuwait"
Le basi militari statunitensi in Bahrein e Kuwait sono state messe ormai fuori uso. Ad assicurarlo è stato Ebrahim Zolfaghari, portavoce del quartier generale del comando unificato Khatam al-Anbiya, in un post su X. Le basi "sono state completamente rimosse dal ciclo operativo. La partita è ancora in corso", ha scritto.
Notte dopo notte di attacchi incrociati, la guerra si impantana - il punto dal corrispondente
Undicesima notte di attacchi americani all'Iran
Nell'undicesima notte di attacchi sull'Iran, gli Stati Uniti hanno colpito obiettivi militari per impedire a Teheran di intralciare la navigazione da Hormuz. Lo ha riferito il Comando centrale americano su X. Le forze hanno colpito centri operativi militari iraniani, capacità marittime, hangar per aeromobili, depositi di droni e infrastrutture logistiche militari, con l'obiettivo di ridurre ulteriormente la capacità dell'Iran di minacciare il traffico commerciale nello Stretto di Hormuz, si legge nel post.
Trump: "In 4 mesi di conflitto in Iran 18 morti, in Afghanistan 20 anni e 2.000 decessi"
La guerra in Iran ha causato "18 morti" in "quattro mesi". Lo scrive Donald Trump sul suo social Truth paragonando il conflitto agli altri sostenuti in passato dagli Stati Uniti.
"Guerra in Afghanistan: 20 anni, 2.000 morti. Guerra in Iraq: 9 anni, 4.600 morti. Guerra del Vietnam: 19 anni e 5 mesi, 58.220 morti. Guerra di Corea: 3 anni e 1 mese, 36.574 morti.
Guerra in Venezuela: 1 giorno, 0 morti. Conflitto militare con l'Iran: 4 mesi, 18 morti", afferma Trump.
USA, Hegseth: "37,5 miliardi di dollari il costo della guerra in Iran"
Il ministro della Difesa statunitense ha stimato che la guerra in Iran dovrebbe costare agli Stati Uniti 37,5 miliardi di dollari entro la fine di settembre, con un aumento di quasi il 30% rispetto all’ultima stima di 29 miliardi.
Pete Hegseth ha fornito questa stima davanti a una commissione del Senato americano, dove ha difeso la richiesta del governo Trump di uno stanziamento supplementare di 67 miliardi di dollari per il Pentagono.
USA, Hegseth in audizione al Senato: interrotto 4 volte da manifestanti anti-guerra
L'intervento del capo del Pentagono Pete Hegseth, di cui è in corso un'audizione al Senato, è stato interrotto ripetutamente da attivisti contro la guerra. Uno dopo l'altro i manifestanti hanno fermato il discorso di apertura di Hegseth e sono stati rapidamente allontanati dalla polizia del Campidoglio. Il segretario alla Difesa ha interrotto il discorso quattro volte per consentire l’allontanamento dei manifestanti dall’aula. "Smettete di bombardare i nostri bambini, smettete di bombardare la Palestina, questo è illegale", ha gridato un manifestante mentre veniva scortato fuori dall’aula. "Faremo rispettare l’ordine nell’aula dell’audizione", ha detto la senatrice Susan Collins, repubblicana del Maine, rivolgendosi ai presenti dopo che un terzo manifestante aveva interrotto il discorso di Hegseth. Collins ha aggiunto, dopo che un quarto manifestante aveva interrotto i lavori: "Chiedo alla Polizia del Campidoglio, di cui ammiro la professionalità, di allontanare coloro che stanno cercando di disturbare l’audizione".
Bloomberg: "Burnham concede basi Gb a Usa "
Il primo ministro britannico, Andy Burnham, ha approvato l'utilizzo di basi militari britanniche da parte degli Stati Uniti per quelli che il Regno Unito definisce “attacchi difensivi” contro l'Iran. Lo scrive Bloomberg News. Gli Stati Uniti avevano già richiesto in passato di poter utilizzare le basi britanniche per i loro attacchi durante la guerra contro l'Iran del 2026. Il 2 marzo, due giorni dopo l'inizio della guerra tra Israele e Stati Uniti contro l'Iran, l'ex primo ministro britannico Keir Starmer dichiarò che Londra aveva acconsentito a permettere a Washington di utilizzare le sue basi per colpire l'Iran.
Il petrolio chiude in rialzo a New York, a 84,87 dollari Il Wti a +1,97%, il Brent a 90,88
Il petrolio torna a salire a New York sulle tensioni tra Usa e Iran per gli attacchi reciproci andati avanti per 10 giorni di fila, a dispetto del cessare il fuoco: il Wti, il riferimento americano, chiude con un rialzo dell'1,97%, a 84,87 dollari al barile, mentre il Brent, il benchmark internazionale, si porta a quota 90,88 (+1,86%).
Iran, Trump: "Colpiremo Pickaxe Mountain molto presto"
Gli Stati Uniti colpiranno Pickaxe Mountain "molto presto". Lo ha dichiarato il presidente Usa, Donald Trump, rispondendo alle domande dei giornalisti nello Studio Ovale della Casa Bianca, dove ha ricevuto il presidente del Libano, Joseph Aoun. "Molto probabilmente colpiremo quella zona molto presto e non c’è nulla che possano fare al riguardo. Sapete, normalmente non lo direi. Se pensassi che potessero fare qualcosa al riguardo, non lo direi mai. Ma colpiremo quella zona molto presto, e con grande intensità", ha dichiarato Trump. Pickaxe Mountain, struttura sotterranea fortificata, si trova circa un miglio a sud di Natanz, nel centro dell'Iran, ed è stata segnalata dall'Aiea nel 2020 come futuro impianto per l’assemblaggio delle centrifughe che producono combustibile nucleare. Alla domanda se ritenga che l’Iran abbia trasferito centrifughe nucleari in quel sito, Trump ha risposto: "Non ne abbiamo traccia". "Non significa nulla a meno che non abbiano il materiale. Non ce l’hanno, noi seguiamo il materiale, è lì che si concentra l’azione", ha aggiunto.
Houthi, 6 navi costrette a invertire rotta nel Mar Rosso
I ribelli Houthi dello Yemen hanno affermato di avere costretto alcune navi a invertire la rotta nel Mar Rosso. A riportarlo è l'agenzia di stampa Saba, gestita dai ribelli Houthi sostenuti dall'Iran, secondo cui appunto 6 navi nel Mar Rosso sono state costrette a cambiare rotta dopo avere ricevuto avvertimenti dagli Houthi. La dichiarazione giunge all'indomani dell'annuncio da parte del gruppo di un embargo marittimo contro l'Arabia Saudita. Il blocco navale dell'Arabia Saudita costituisce un nuovo fronte, che minaccia il flusso delle forniture petrolifere globali e il commercio. Con lo Stretto di Hormuz bloccato, finora l’Arabia Saudita ha fatto affidamento su un oleodotto che arriva fino al Mar Rosso per convogliare sul mercato milioni di barili di petrolio.
Yemen, gli Houthi intimano a compagnie di navigazione di non utilizzare i porti sauditi
La milizia yemenita degli Houthi, allineata con l’Iran, ha intimato alle compagnie di navigazione di non caricare né scaricare merci nei porti dell’Arabia Saudita, pena il rischio di diventare bersaglio di attacchi, secondo quanto riportato in un’e-mail inviata dal gruppo alle compagnie. Lunedì gli Houthi hanno dichiarato un blocco navale contro l’Arabia Saudita, aprendo un potenziale nuovo fronte contro gli Stati Uniti nella loro guerra con l’Iran e aumentando la minaccia alle forniture energetiche globali e al commercio al di là del Golfo. «Alle navi è vietato caricare o scaricare merci in o da qualsiasi porto saudita», si legge nell’e-mail del 20 luglio, ricevuta da diverse compagnie di navigazione. «Raccomandiamo vivamente alla vostra compagnia di esercitare la dovuta diligenza e la massima cautela in tutte le sue operazioni», si legge nell’e-mail, visionata da Reuters. Le nuove condizioni sono entrate in vigore alle 12:01 GMT di lunedì, secondo quanto riportato nell’e-mail. «Qualsiasi attività di questo tipo esporrebbe le navi trasgressrici a sanzioni», secondo l’e-mail, inviata dal Centro di coordinamento delle operazioni umanitarie (HOCC) degli Houthi con sede a Sana’a. «Inoltre, potrebbero essere oggetto di attacchi in qualsiasi luogo rientrante nel raggio operativo delle forze armate yemenite». La chiusura dell’accesso meridionale al Mar Rosso eliminerebbe una rotta alternativa fondamentale per l’Arabia Saudita rispetto allo Stretto di Hormuz e intensificherebbe i timori di carenze. Il traffico nel Mar Rosso non si è ancora completamente ripreso da quando, nel novembre 2023, sono iniziati gli attacchi degli Houthi al largo delle coste yemenite, in quello che il gruppo ha definito un gesto di solidarietà con i palestinesi nella guerra di Gaza.
Kuwait: ieri l'Iran ha colpito centrali elettriche e impianti di desalinizzazione delle acque
Il Kuwait ha accusato l'Iran di aver preso di mira ieri centrali elettriche e impianti di desalinizzazione dell'acqua, provocando incendi. "A causa della continua e vile aggressione perpetrata dall'Iran contro lo Stato del Kuwait, diverse centrali elettriche e impianti di desalinizzazione dell'acqua sono stati presi di mira per il quarto giorno consecutivo, causando incendi in diverse strutture", ha dichiarato su X il ministero dell'Elettricità, dell'Acqua e delle Energie Rinnovabili.
Medio Oriente: ministero Salute Gaza, 73.293 palestinesi uccisi dal 7 ottobre 2023
Il bilancio delle vittime palestinesi a Gaza a causa degli attacchi israeliani da 7 ottobre 2023 sale a 73.293. Lo riferisce il ministero della Salute di Gaza, come riporta Al Jazeera, aggiungendo che oltre 173.906 persone sono rimaste ferite. Nelle ultime 24 ore sono state uccise altre nove persone ed è stato recuperato un corpo, ha aggiunto il Ministero. Almeno 1.168 persone sono state uccise e 3.798 ferite in attacchi israeliani da quando, l'11 ottobre 2025, è stato annunciato il "cessate il fuoco" mediato dagli Stati Uniti.
Drone israeliano su Gaza, sterminata famiglia di 6 persone
L'esercito israeliano ha ucciso una coppia e i loro quattro bambini (di 12, 11, 9 e 5 anni), bombardando la loro abitazione con un drone a Gaza City. Lo ha riferito il ministero della Salute della Striscia. Nell'attacco sono morti tutti e sei i membri della famiglia Al Masri: Firas (padre) e Salsabil (madre), entrambi trentatreenni; Amira (5 anni), Salma (9), Ferial (11) e l'unico figlio maschio, Naim (12).
Secondo la Protezione Civile, le squadre dei vigili del fuoco sono dovute intervenire per impedire che il vasto incendio scatenato dall'attacco si propagasse alle abitazioni vicine. Interpellato in merito all'accaduto, l'esercito israeliano ha confermato l'attacco, sottolineando tuttavia che l'obiettivo era un membro del gruppo islamista palestinese Hamas. Si tratta del secondo attacco in pochi giorni in cui le forze armate israeliane uccidono un'intera famiglia, causando un elevato numero di vittime tra i minori.
Sabato, l'esercito aveva ucciso anche cinque membri della famiglia Nasman in un altro attacco contro un'abitazione a Gaza City. In quell'occasione, l'attacco e' costato la vita ai genitori, alla figlia Awa (8 anni) e ai figli Ibrahim (15) e Yahya (17).
Pasdaran: "Abbiamo distrutto un data center di Amazon in Bahrein"
Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno rivendicato di aver distrutto un data center di Amazon in un attacco in Bahrein. "In risposta all'aggressione e all'attacco perpetrati dall'esercito statunitense contro le strutture civili e in costruzione di Darkhovin, i caccia dell'Irgc hanno attaccato e distrutto l'infrastruttura data center della società americana Amazon in Bahrein", hanno dichiarato i pasdaran in un comunicato rilanciato dall'agenzia Fars.
Il furto dell'acqua per occupare la terra, reportage dalla Cisgiordania
Il Pentagono: "Quasi 100 militari americani feriti dal 7 luglio"
Quasi 100 militari americani sono rimasti feriti dal 7 luglio, la maggior parte dei quali ha riportato commozioni cerebrali lievi: è il bilancio diffuso dal Pentagono sullo scontro armato in atto contro l'Iran.
La portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, ha riferito che il presidente Donald Trump parteciperà martedì sera alla cerimonia di trasferimento dei militari uccisi in Giordania durante il weekend a causa degli attacchi iraniani, presso la base aerea di Dover. Due delle tre vittime sono state identificate nella soldatessa 19enne Isabella Gonzales (Texas) e nel tenente Tyler James Feehan di 25 anni (Hawaii).
Media: mediatori propongono tregua di 10 giorni per lavorare ad accordo Usa-Iran
I mediatori hanno proposto una tregua di 10 giorni per esplorare le modalità per rilanciare l'accordo provvisorio tra Iran e Stati Uniti. Lo scrive Reuters citando una fonte iraniana di alto livello, secondo quanto riportato da Sky News.
Gli Houthi yemeniti annunciano un blocco marittimo dell'Arabia Saudita
Gli Houthi yemeniti, sostenuti dall'Iran, hanno annunciato il blocco marittimo dell'Arabia Saudita.
L'annuncio giunge dopo che Houthi e sauditi si sono scambiati colpi la scorsa settimana per la prima volta dopo anni. I ribelli "dichiarano un embargo marittimo contro il criminale nemico saudita, basato sull'equazione 'occhio per occhio', con effetto immediato a partire dalla pubblicazione di questa dichiarazione", ha affermato il portavoce militare degli Houthi Yahya Saree.
Coloni incendiano moschea in villaggio di 'No other land'
Coloni israeliani hanno attaccato violentemente e incendiato una moschea, nonche' alcune case e almeno un'auto, nel villaggio palestinese di Tuwani, a sud di Hebron in Cisgiordania), reso noto nel documentario vincitore dell'Oscar nel 2025 "No Other Land". "Nel mio villaggio si sta consumando un pogrom. Coloni terroristi hanno incendiato la moschea e diverse case e stanno attaccando gli abitanti", ha denunciato su Instagram Basel Adra, uno dei co-registi della produzione israelo-palestinese e originario di Tuwani. Secondo l'attivista Osama Majamra, che ha parlato con l'agenzia Wafa, i coloni erano armati e protetti dall'esercito israeliano. "I soldati dell'occupazione hanno anche sparato proiettili veri, ma nessuno è rimasto ferito", ha aggiunto. Le immagini delle telecamere di sicurezza, condivise da un altro attivista, mostrano un gruppo di almeno quindici individui mascherati che lanciano quelle che sembrano essere molotov contro le case, che prendono fuoco in pochi secondi. Da giugno, Israele ha sfollato con la forza 63 comunita' palestinesi, abitate da circa 4.300 palestinesi, nelle aree C e B, e altri 454 residenti erano stati costretti ad abbandonare le proprie case in quindici comunita' parzialmente sfollate, secondo i dati dell'Ong israeliana B'Tselem. Inoltre il governo israeliano sta finanziando nuovi insediamenti a un ritmo senza precedenti, anche nella parte settentrionale della Cisgiordania occupata, oltre a strade, telecamere di sorveglianza, elettricità, acqua e veicoli per i coloni.
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