(di Samantha De Martin)
"Da casa correvamo fino al mare.
Cercavamo gli indizi che papà nascondeva per noi e per i nostri
amici sotto i tronchi degli alberi. Lo faceva spesso. Il giorno
del mio undicesimo compleanno a Roccamare organizzò una caccia
al tesoro. È stato un padre molto tenero e, in seguito, un nonno
presentissimo". Il ricordo di Carlotta Fruttero si intreccia ai
racconti della sorella minore Federica, a cento anni dalla
nascita di papà Carlo. L'omaggio allo scrittore, traduttore e
curatore editoriale, condiviso dalle sorelle Fruttero in
un'intervista all'ANSA, non poteva che partire dalla pineta di
Roccamare, luogo del cuore dello scrittore e di Carlotta che in
questa Pineta della Maremma ancora abita. Qui è ambientato
'Enigma in luogo di mare', uno dei raffinati frutti del
sodalizio letterario tra Carlo Fruttero e Franco Lucentini. E
qui il prossimo 19 settembre, giorno in cui avrebbe lo scrittore
compiuto cento anni, avrà luogo una passeggiata letteraria da
Casa Fruttero a Casa Calvino e ritorno. L'iniziativa è una delle
tappe di 'Maremma Fruttero!', il progetto dedicato ai luoghi
maremmani dello scrittore, inserito nel programma del Club
Fruttero, ideato dalla Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori.
"Con Italo Calvino erano amici - ricorda Carlotta -. Papà lo
considerava un mentore. Entrambi riservatissimi, avevano
caratteri diversi, mio padre amava raccontare, Calvino era più
schivo". Federica ha invece impresso il ricordo delle fiabe di
Calvino lette dal papà e di "una gita in barca organizzata a
Montecristo da Pietro Citati con Italo e Chichita". Poi a
proposito del tandem letterario di Fruttero e Lucentini,
Carlotta ammette: "Erano in sintonia su tutto. Di questo metodo
di scrittura a quattro mani, papà evidenziava il contrasto tra
il rigore metodico di Lucentini, un ingegnere che costruiva
l'impalcatura dei romanzi, e la sua natura, più estrosa. Erano
due visionari che hanno cambiato il modo di scrivere delle
cose".
Il pensiero di Federica va a Carlo Fruttero in famiglia. "Lo
vedevo poco come scrittore, molto come papà. Andavamo al mercato
di Corso Palestro a comprare le fette di polenta da riscaldare
al forno, mi ha insegnato a far rosolare il girello. Mi dava
tanti libri da leggere, da Guerra e Pace, a undici anni, a
Viaggio al centro della terra, tradotto da lui, ma non ce lo
diceva". Quest'anno, nel luogo in cui Fruttero ha scoperto la
propria passione per la letteratura, a Passarano Marmorito,
nell'astigiano, nella casa di famiglia, Federica ha aperto con
la scuola Holden una residenza per artisti e scrittori.
La scrittura era parte della vita quotidiana. Il direttore
della collana di fantascienza, Urania, ghiotto per la
finocchiona, ha insegnato con l'esempio "a prendere la vita un
pezzettino alla volta, con quell'ironia che gli permetteva di
guardare al mondo con disincanto, mai dal pulpito" ammette
Carlotta. Nemmeno quando le ha chiesto di scrivere la sua
biografia, 'La mia vita con papà', uscita nel 2013 per
Mondadori, dopo la sua morte. "È nata da una sua richiesta nel
2006. Non mi disse mai cosa avrei dovuto scrivere, ma me lo fece
capire facendomi trovare, un giorno, in una scatola, alcune
letterine, piccole fiabe che mi aveva scritto dalla Francia. Mi
avrebbero fatto da filo conduttore in quell'impresa. A scuola
con un padre così avevo una spada di Damocle sulla testa".
Scrittore, traduttore, curatore editoriale, Carlo Fruttero
compare anche in 'Alice ancora non lo sa', il romanzo in cui
Carlotta trasforma il papà in un regista raccontando una storia
accaduta realmente, che intreccia temi come la manipolazione, la
depressione, "con quel distacco che secondo papà era
fondamentale, perché, diceva, di pancia non arriva nulla al
pubblico". La depressione è presente anche nei lavori di Carlo
Fruttero. "Mamma ne soffriva. Mi domandavo come facesse mio
padre a scrivere. Mi rispondeva che riusciva a farlo perché era
schizofrenico. L'ironia lo ha salvato, la scrittura lo faceva
entrare in altri mondi".
Una scrittura senza fronzoli, un po' come la sua vita,
lasciata in eredità assieme alle tante traduzioni, da Beckett a
Stevenson. Le celebrazioni in ricordo dello scrittore
proseguiranno il 9 e 10 ottobre con 'Fruttero in prestito', due
mostre bibliografiche, in programma fino a dicembre alla
Biblioteca Chelliana di Grosseto e a Massa Marittima.
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