100 anni fa nasceva Carlo Fruttero, ‘padre tenero e scrittore visionario’ - Notizie - Ansa.it

2026/08/31

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(di Samantha De Martin) "Da casa correvamo fino al mare.
Cercavamo gli indizi che papà nascondeva per noi e per i nostri amici sotto i tronchi degli alberi. Lo faceva spesso. Il giorno del mio undicesimo compleanno a Roccamare organizzò una caccia al tesoro. È stato un padre molto tenero e, in seguito, un nonno presentissimo". Il ricordo di Carlotta Fruttero si intreccia ai racconti della sorella minore Federica, a cento anni dalla nascita di papà Carlo. L'omaggio allo scrittore, traduttore e curatore editoriale, condiviso dalle sorelle Fruttero in un'intervista all'ANSA, non poteva che partire dalla pineta di Roccamare, luogo del cuore dello scrittore e di Carlotta che in questa Pineta della Maremma ancora abita. Qui è ambientato 'Enigma in luogo di mare', uno dei raffinati frutti del sodalizio letterario tra Carlo Fruttero e Franco Lucentini. E qui il prossimo 19 settembre, giorno in cui avrebbe lo scrittore compiuto cento anni, avrà luogo una passeggiata letteraria da Casa Fruttero a Casa Calvino e ritorno. L'iniziativa è una delle tappe di 'Maremma Fruttero!', il progetto dedicato ai luoghi maremmani dello scrittore, inserito nel programma del Club Fruttero, ideato dalla Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori.
"Con Italo Calvino erano amici - ricorda Carlotta -. Papà lo considerava un mentore. Entrambi riservatissimi, avevano caratteri diversi, mio padre amava raccontare, Calvino era più schivo". Federica ha invece impresso il ricordo delle fiabe di Calvino lette dal papà e di "una gita in barca organizzata a Montecristo da Pietro Citati con Italo e Chichita". Poi a proposito del tandem letterario di Fruttero e Lucentini, Carlotta ammette: "Erano in sintonia su tutto. Di questo metodo di scrittura a quattro mani, papà evidenziava il contrasto tra il rigore metodico di Lucentini, un ingegnere che costruiva l'impalcatura dei romanzi, e la sua natura, più estrosa. Erano due visionari che hanno cambiato il modo di scrivere delle cose".
Il pensiero di Federica va a Carlo Fruttero in famiglia. "Lo vedevo poco come scrittore, molto come papà. Andavamo al mercato di Corso Palestro a comprare le fette di polenta da riscaldare al forno, mi ha insegnato a far rosolare il girello. Mi dava tanti libri da leggere, da Guerra e Pace, a undici anni, a Viaggio al centro della terra, tradotto da lui, ma non ce lo diceva". Quest'anno, nel luogo in cui Fruttero ha scoperto la propria passione per la letteratura, a Passarano Marmorito, nell'astigiano, nella casa di famiglia, Federica ha aperto con la scuola Holden una residenza per artisti e scrittori.
La scrittura era parte della vita quotidiana. Il direttore della collana di fantascienza, Urania, ghiotto per la finocchiona, ha insegnato con l'esempio "a prendere la vita un pezzettino alla volta, con quell'ironia che gli permetteva di guardare al mondo con disincanto, mai dal pulpito" ammette Carlotta. Nemmeno quando le ha chiesto di scrivere la sua biografia, 'La mia vita con papà', uscita nel 2013 per Mondadori, dopo la sua morte. "È nata da una sua richiesta nel 2006. Non mi disse mai cosa avrei dovuto scrivere, ma me lo fece capire facendomi trovare, un giorno, in una scatola, alcune letterine, piccole fiabe che mi aveva scritto dalla Francia. Mi avrebbero fatto da filo conduttore in quell'impresa. A scuola con un padre così avevo una spada di Damocle sulla testa".
Scrittore, traduttore, curatore editoriale, Carlo Fruttero compare anche in 'Alice ancora non lo sa', il romanzo in cui Carlotta trasforma il papà in un regista raccontando una storia accaduta realmente, che intreccia temi come la manipolazione, la depressione, "con quel distacco che secondo papà era fondamentale, perché, diceva, di pancia non arriva nulla al pubblico". La depressione è presente anche nei lavori di Carlo Fruttero. "Mamma ne soffriva. Mi domandavo come facesse mio padre a scrivere. Mi rispondeva che riusciva a farlo perché era schizofrenico. L'ironia lo ha salvato, la scrittura lo faceva entrare in altri mondi".
Una scrittura senza fronzoli, un po' come la sua vita, lasciata in eredità assieme alle tante traduzioni, da Beckett a Stevenson. Le celebrazioni in ricordo dello scrittore proseguiranno il 9 e 10 ottobre con 'Fruttero in prestito', due mostre bibliografiche, in programma fino a dicembre alla Biblioteca Chelliana di Grosseto e a Massa Marittima.

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